Perché partecipare ad un corso preparto?

Che tipo di alimentazione seguire in gravidanza per sostenere adeguatamente la crescita del feto? Come scegliere il luogo del parto?
Quali sono le posizioni migliori per partorire?
E’ necessario allattare ogni tre ore oppure a richiesta del bambino? E per quanto tempo? L’allattamento a richiesta “vizierà” il piccolo?

Cosa fare in caso di pianto inconsolabile del bimbo?

Se siamo pronte, se sappiamo come funzionerà il nostro corpo, se abbiamo a portata di mano l’olio essenziale alla lavanda e la palla da pilates (o qualsiasi altro oggetto ci faccia sentire comode e a nostro agio), se il nostro partner è al corrente delle nostre preferenze e desideri, se il personale che ci segue ci conosce…allora ci possiamo rilassare e possiamo concentrarci sull’essenziale: accogliere il nostro piccolo in questo mondo con l’amore e la dolcezza che si merita.

A quanto pare una donna spende in media 120 ore per preparare il suo matrimonio. 40 ore (un’ora per ogni settimana di gravidanza) sarebbero abbondantemente sufficienti per preparare il proprio corpo e la propria mente al parto, e darsi così la chance di un parto positivo. Ne vale la pena.

partopositivo.blogspot.it – Matrimonio e parto. La preparazione fa la differenza

Mesi e mesi per preparare il proprio matrimonio o per comprare (o costruire) casa: si valutano mille possibilità, si raccolgono tante informazioni, si spende molto del proprio tempo per guardare bomboniere e piastrelle, per cercare il menù perfetto e per riflettere sul colore delle pareti del soggiorno. Alle volte ci sono anche accese discussioni nella coppia.

E poi, forse, inizierà a crescere un bambino nella pancia della donna e quanto tempo ed energie spenderà la coppia per prepararsi al grande evento, la nascita del primo figlio?

Durante la gravidanza vale davvero la pena raccogliere informazioni sul parto e sulla nuova vita col bambino. Le indagini dell’Istituto Superiore di Sanità ci dicono che le donne che partecipano agli incontri di accompagnamento alla nascita scelgono più facilmente il luogo del parto, sono a minor rischio di avere un taglio cesareo o di ripeterlo in seguito ad un primo, richiedono meno frequentemente l’uso di analgesici preferendo utilizzare prima altre strategie di contenimento del dolore (movimento, massaggio, sostegno emotivo, acqua, …), si recano in ospedale già in travaglio attivo, avviano l’allattamento già in sala parto, allattano in modo esclusivo fino ai 6 mesi di vita del bimbo e poi proseguono per oltre un anno e, infine, sono a minor rischio di vivere disagi emotivi dopo la nascita.

I corsi pre parto, dunque, permettono lo sviluppo di competenze appropriate in previsione del travaglio nella donna e nella coppia, producono consapevolezza e stimolano la capacità di cercare assistenza e servizi appropriati nel periodo dopo il parto. Tutto questo a vantaggio della salute di madre e bambino ed affinché le persone in attesa di un cucciolo possano compiere scelte consapevoli e responsabili.

Durante gli incontri, nella gran parte delle realtà, si forniscono informazioni su gravidanza, parto, allattamento, cura del bambino e genitorialità, riducendo così la possibilità che si verifichino situazioni od eventi negativi ed aumentando invece la probabilità di situazioni od eventi positivi. Una neomamma in difficoltà che ha potuto apprezzare l’ascolto non giudicante, il sostegno e la competenza ricevuti dagli operatori durante la gravidanza avrà facilità a cercare aiuto, ad esprimere il proprio vissuto ed esplorare possibili soluzioni. Probabilmente avrà inoltre già intessuto una rete sociale di sostegno appropriata ed attivato un gruppo di auto-mutuo-aiuto tra mamme.

“Ah dimenticavo! Alla prima di queste visite ginecologiche mi hanno anche rotto le acque. Che ci sono rimasta di m…. male, malissimo! Me l’aspettavo da mesi questo momento biblico, così all’improvviso, squoshhhhhh….. Le cascate del Niagara!! E io che annuncio a tutti quanti: “Genteeeeeeee mi si sono rotte le aaaaacque, mi si sono rotte…” E invece l’hanno detto loro a me dopo avermelo fatto?!!”

tratto da Nati in casa, di Giuliana Musso e Massimo Somaglino

Un bambino e la sua mamma hanno tutte le competenze per nascere e venire alla luce oppure è necessario che un operatore esterno faccia nascere il bambino?
Dove si colloca il limite tra intervento medico necessario ed interferenza nei naturali processi fisiologici?

Gli incontri di accompagnamento alla nascita consentono di arrivare al momento del parto con un grado di consapevolezza che può fare la differenza tra il ricordo di un parto intriso di dolore, senso di colpa ed impotenza ed un momento positivo, probabilmente il più ricco di magia, dolcezza ed amore esplosivo.

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