Doppia pesata? No grazie!

Una madre davanti alla bilancia su cui è riposto suo figlio appena nato: la donna fissa lo schermo dei numerini digitali che salgono-scendono-salgono-scendono perché il bambino si muove e, finché non si fermano a decretare un peso, la mamma freme.

Perché la madre, spesso, si sente l’unica responsabile rispetto la crescita – e quindi la salute – del figlio. In attesa davanti alla bilancia, i livelli di adrenalina della madre salgono quindi vertiginosamente.

L’adrenalina è un ormone antagonista dell’ossitocina.

L’ossitocina è un ormone timido. Lo sappiamo da tempo.

Sappiamo anche che l’ossitocina è uno dei principali ormoni che sostiene l’allattamento.

Dunque, come potrà mai procedere una poppata subito dopo una pesata del neonato e con l’ansia di doverlo ripesare al termine di quello che sarebbe dovuto essere un incontro amoroso?

L’emissione di latte di quella madre potrebbe essere ostacolata essendo tutti i pensieri della donna tesi a sperare che il suo bambino assuma abbastanza latte per superare il test della bilancia.

La doppia pesata è una pratica ritenuta inappropriata per bambini sani nati a termine di gravidanza. (UNICEF, Standard per le Buone Pratiche per gli Ospedali Amici dei Bambini)

Inoltre, questa prassi non è indicativa di un buon andamento dell’allattamento. E’ noto, ad esempio, che le donne producono latte più velocemente la mattina rispetto la sera; ecco quindi che una verifica sull’andamento della poppata con doppia pesata può essere fuorviante ad occhi poco esperti: a parità di tempo del bambino attaccato al seno avremo una grossa quantità di latte assunto la mattina mentre una quantità anche molto minore la sera, quando la fatica della giornata si riversa sulle produzioni ormonali.

E se il bambino volesse solo “ciucciettare” durante la poppata sotto accusa? Che facciamo? Lo diciamo alla bilancia?

“Scusami cara, lascia stare, ti prego, falsa il risultato!”

E se il bambino aveva poppato vigorosamente da entrambi i seni venti minuti prima?

“Scusami bilancia cara, mi han detto di far poppare a richiesta e quindi offro il seno ogni volta che il piccolo lo chiede… ti prego, aumenta di qualche grammo questa pesata…”

E se il personale sanitario dicesse alla madre di aspettare tre ore prima di procedere con la procedura pesata-poppata-pesata?

“Perdonami bilancia cara, ho il seno talmente ingorgato che non mi esce una goccia di latte, il mio bimbo si stacca-attacca-si stacca-attacca dal seno e sembra non riuscire a godersi la poppata. Potresti, per piacere, alterare il risultato sul display cosicché non mi propinino del ‘latte‘ formulato?”

Abbiamo l’abitudine a cercare conferma della buona salute del neonato all’esterno e non guardando il bambino, la poppata, la relazione con la sua mamma, il suo comportamento, il suo corpo.

Facendo toccare e non toccando.

Non ci ascoltiamo, non guardiamo con serenità.

Non vediamo ciò che la Natura ci porterebbe fisiologicamente a vedere se solo non fossimo costantemente inquinati dall’infido Dubbio che ci viene insinuato da personale sanitario poco competente o da parenti ed amici che disturbano la competenza dei genitori.

 

Chi desiderasse leggere oltre su pratiche inappropriate in allattamento: https://elenapetris.it/acqua-al-neonato/.

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